“Lungo il mio cammino sono arrivato a Las Vegas, la città dei balocchi, di luci e colori… La città che non si ferma mai, dove tutto ciò che accade rimane li, sospeso nell’aria, immobile in un tempo che non c’è.
Prendo una camera al “Bellagio”, con una vista spettacolare sulla fontana che regala giochi d’acqua a ritmo di musica.
Con me ci sono dei ragazzi… Loro non hanno mai visto tanto lusso, non sanno cosa sia la ricchezza, non conoscono il significato della parola benessere… Hanno vissuto in povertà, nel sacrificio, conoscono la fame, le condizioni precarie.
Li invito nella mia stanza, offro loro una notte per “non pensare” alle sofferenze, per far vivere un po’ di serenità e divertimento.
E loro, increduli di ciò in cui si stanno imbattendo, inebriati dal sapore dell’insolito e svoutati da ogni logica mentale, abusano del loro nuovo e forte potere a tempo determinato. E’ strano vedere nei loro occhi un luce diversa, estranea ai loro corpi ed alle loro menti, tanto che si dimenticano forse di condividere questi momenti con chi ha permesso loro di viverli. Li osservo mentre cercano di farsi strada in un mondo che a loro non appartiene, la loro avidità di sapere, provare, possedere.
E mi sento realizzato, ottengo la mia pace dei sensi nel luogo del peccato. Ho regalato una nuova esperienza a qualcuno e ciò mi fa sentire soddisfatto ed appagato.
Finisco a dormire sul pavimento… L’assurdità di questa situazione… Il freddo del marmo nel lusso sfrenato…Rifletto…
Nella città dove vige la smania del gioco, io ho potuto imparare cosa significa regalare un’emozione e come questa diventi ingestibile in caso sia talmente forte e nuova.
Ho svuotato la mia mente nella Sin City."
Andrea
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