DESIDERO UN VIAGGIO… UN TRENO INTORNO AL MONDO
Dicono che nella vita ci siano dei “treni da prendere”: sono i treni delle occasioni, dei viaggi che ti cambiano, dei desideri che si realizzano, di strade che si incrociano lungo i binari della vita. Dicono poi che “il treno passa una volta sola” e, se si perde, l’occasione sfuma, il viaggio che ti cambia non ha inizio, i desideri fluttuano nell’aria, i binari rimangono li, ma nessun percorso porterà a nuove esperienze.
Ognuno di noi ha un “treno dei desideri” che lo sta aspettando alla stazione di partenza, pronto per una destinazione nuova, lontana o vicina dalla vita quotidiana che sia, ma che comunque implica un cambiamento ed un modo diverso di vedere le cose.
Il passeggero siederà al suo posto ed ammirerà dai vetri della carrozza i particolari che costruiscono il proprio percorso.
C’è chi si troverà su di un trenino rosso con il naso ed i palmi delle mani premuti contro il vetro, ad ammirare lo spettacolo che la natura offre passando tra il verde rigo-glioso della Val Poschiavo, in forte contrasto con il bianco candido e gelido dei ghiacciai del Bernina, e poi giù tra ponti e stazioni di tempi lontani, fino al rinomato comune svizzero di St. Moritz, nel Canton dei Grigioni.
C’è chi invece si preparerà ad affrontare l’incantevole viaggio lungo i binari più alti del mondo, su carrozze vecchio stile, passando tra pittoreschi paesini e mercati che dal Lago Titicaca sacro agli Incas conducono alla città peruviana di Cusco, fondata forse da leggendari imperatori e con un santuario dedicato al Dio Sole.
Chi avrà scelto la Transiberiana percorrerà l’Asia in lungo ed in largo, 9.000 km di paesaggi che mutano, di gente che si incontra, di culture diverse che escono allo scoperto, di storie magiche… Da Mosca a Pechino, da San Pietroburgo a Vladivostock, dalla Grande Muraglia Cinese visibile dallo spazio alle tombe Ming… Una settimana che attraversa 7 fusi orari, tra la fredda Siberia che costrinse all’arresa Napoleone e le sue truppe, lungo la “Via della Seta” di Marco Polo, fino ad Harbin, che ospita ogni anno il Festival Internazionale Cinese del ghiaccio e della neve, durante il quale la città si riempie di sculture cristalline che donano un’atmosfera surreale.
C’è chi sceglierà le lussuose carrozze di un Orient Express in partenza da Parigi con scomparti letto di fine anni ’20 ed acqua calda prodotta da piccole stufe, oppure lo stile coloniale ed un po’ retrò degli Eastern and Oriental Express che, attraversando la giungla della Malaysia si trasformano in navi e solcano fiumi, regioni antiche, risaie, patrimoni dell’umanità.
C’è chi acquisterà un “Indrail Pass” della durata di tre mesi e si sposterà lentamente di città in città in India, scontrandosi con la povertà di un mendicante e l’eleganza del Taj Mahal, la malattia di un lebbroso e la bellezza di una donna adorna di vesti color pastello, la pericolosità di alcuni quartieri di Goa e la tranquillità nei luoghi di preghiera.
C’è l’adolescente che compirà il rito di passaggio dalla giovinezza all’età adulta per mezzo dell’Interrail in Europa o comprando l’”Austalia Flexipass” se vorrà provare l’ebbrezza del viaggio in treno nella terra dei canguri.
C’è chi inizierà il proprio percorso a Chicago, passerà tra praterie, deserti di roccia rossa, le Rocky Mountains, l’eternità della Monument Valley, fino ai quartieri di San Francisco dove ci si perderà tra le ripide salite e le scoscese discese, tra i panorami mozzafiato e l’unione di così tante culture presso un unico luogo: dal Financial District a China Town, dal quartiere dei pescatori a Castro, dove l’amore omosessuale non è un tabù.
Oppure, chi seguirà un itinerario di tre giorni in Canada, passando per Vancouver, Kamloops, le cime più alte delle Rocciose Canadesi, zone di ranch ed immensi ghiacciai.
C’è chi si avventurerà nel cuore dell’Africa, in Kenya, Tanzania, tra leoni ed elefanti, manyatte masai ed i profumi speziati di Zanzibar, per arrivare giù giù a vedere lo spettacolo delle Victoria Falls e gli arcobaleni che queste creano.
Ad ogni viaggio il proprio fascino, che sia la metropolitana artistica di Napoli, il vagone lussuoso di Cape Town, un treno a vapore che nella notte di Capodanno dona magia ai turisti con un viaggio originale verso una città italiana innevata che scalda l’atmosfera.
Ogni “treno dei desideri” permetterà incontri, nuovi compagni di vaiggio, ognuno diverso dall’altro,ognuno speciale perché unico. Guardateli negli occhi: tutti hanno una storia da raccontare. E così i discorsi avranno inizio, le strade si intersecheranno, le esperienze aiuteranno, le culture si confronteranno e tramanderanno ed i sogni e desideri si realizzeranno.
Partecipazione al concorso letterario "Il treno dei desideri" - Immagimondo - Lecco
"VIAGGIARE COMPORTA UN SACRIFICIO DI UN PROGRAMMA ORDINARIO A FAVORE DEL CASO, LA RINUNCIA DEL QUOTIDIANO PER LO STRAORDINARIO, DEVE ESSERE STRUTTURAZIONE ASSOLUTAMENTE PERSONALE ALLE NOSTRE CONVINZIONI" Herman Hesse
mercoledì 29 settembre 2010
domenica 19 settembre 2010
DALLA FINESTRA... MI AFFACCIO SUL MONDO

Il Lago Maggiore dalla finestra di Colazza
E tu, donna o uomo che scosti le tende e ti affacci alla finestra... Ammira lo spettacolo che ti regala il Lago Maggiore in una giornata di metà settembre, quando l'autunno è ormai alle porte e l'atmosfera comincia a cambiare...
Guarda le colline ancora verdi che scendono dolcemente fino alla riva e si incontrano con il lago, dove una leggera foschia confonde la linea immaginaria tra acqua e cielo.
Soffermati sui tetti in mattone aranciato del paesino di Colazza, tutti stretti l'uno all'altro e tutti irresistibilmente rivolti verso il lago.
E la sera, perdi l'occhio all'orizzonte, tra le luci delle abitazioni sull'altra sponda e la luce della luna nel ciel sereno.
Respira l'aria pura della natura e ascolta il vento che soavemente fa oscillare le fronde degli alberi, provocando un'aria frizzante che dona un leggero brivido a chi si gusta il paesaggio.
Racchiudi in un istante ogni singolo particolare. Puoi emozionarti semplicemente aprendo una finestra.
lunedì 13 settembre 2010
LAS VEGAS CON ALTRI OCCHI: IL PUNTO DI VISTA DI ANDREA
“Lungo il mio cammino sono arrivato a Las Vegas, la città dei balocchi, di luci e colori… La città che non si ferma mai, dove tutto ciò che accade rimane li, sospeso nell’aria, immobile in un tempo che non c’è.
Prendo una camera al “Bellagio”, con una vista spettacolare sulla fontana che regala giochi d’acqua a ritmo di musica.
Con me ci sono dei ragazzi… Loro non hanno mai visto tanto lusso, non sanno cosa sia la ricchezza, non conoscono il significato della parola benessere… Hanno vissuto in povertà, nel sacrificio, conoscono la fame, le condizioni precarie.
Li invito nella mia stanza, offro loro una notte per “non pensare” alle sofferenze, per far vivere un po’ di serenità e divertimento.
E loro, increduli di ciò in cui si stanno imbattendo, inebriati dal sapore dell’insolito e svoutati da ogni logica mentale, abusano del loro nuovo e forte potere a tempo determinato. E’ strano vedere nei loro occhi un luce diversa, estranea ai loro corpi ed alle loro menti, tanto che si dimenticano forse di condividere questi momenti con chi ha permesso loro di viverli. Li osservo mentre cercano di farsi strada in un mondo che a loro non appartiene, la loro avidità di sapere, provare, possedere.
E mi sento realizzato, ottengo la mia pace dei sensi nel luogo del peccato. Ho regalato una nuova esperienza a qualcuno e ciò mi fa sentire soddisfatto ed appagato.
Finisco a dormire sul pavimento… L’assurdità di questa situazione… Il freddo del marmo nel lusso sfrenato…Rifletto…
Nella città dove vige la smania del gioco, io ho potuto imparare cosa significa regalare un’emozione e come questa diventi ingestibile in caso sia talmente forte e nuova.
Ho svuotato la mia mente nella Sin City."
Andrea
Prendo una camera al “Bellagio”, con una vista spettacolare sulla fontana che regala giochi d’acqua a ritmo di musica.
Con me ci sono dei ragazzi… Loro non hanno mai visto tanto lusso, non sanno cosa sia la ricchezza, non conoscono il significato della parola benessere… Hanno vissuto in povertà, nel sacrificio, conoscono la fame, le condizioni precarie.
Li invito nella mia stanza, offro loro una notte per “non pensare” alle sofferenze, per far vivere un po’ di serenità e divertimento.
E loro, increduli di ciò in cui si stanno imbattendo, inebriati dal sapore dell’insolito e svoutati da ogni logica mentale, abusano del loro nuovo e forte potere a tempo determinato. E’ strano vedere nei loro occhi un luce diversa, estranea ai loro corpi ed alle loro menti, tanto che si dimenticano forse di condividere questi momenti con chi ha permesso loro di viverli. Li osservo mentre cercano di farsi strada in un mondo che a loro non appartiene, la loro avidità di sapere, provare, possedere.
E mi sento realizzato, ottengo la mia pace dei sensi nel luogo del peccato. Ho regalato una nuova esperienza a qualcuno e ciò mi fa sentire soddisfatto ed appagato.
Finisco a dormire sul pavimento… L’assurdità di questa situazione… Il freddo del marmo nel lusso sfrenato…Rifletto…
Nella città dove vige la smania del gioco, io ho potuto imparare cosa significa regalare un’emozione e come questa diventi ingestibile in caso sia talmente forte e nuova.
Ho svuotato la mia mente nella Sin City."
Andrea
mercoledì 23 giugno 2010
IL LARIO DAL PUNTO DI VISTA DEL CASTELLO DI VEZIO
"Non ricordo precisamente il tempo in cui sono venuto alla luce... Probabilmente era l'inizio del IV secolo d.C. Ricordo solo alcuni militari ed il loro vociare quando un'imbarcazione non identificata, dal lago, si avvicinava alla nostra zona.
Ricordo poi che quando le urla ed i comandi degli uomini in divisa si spensero, arrivò una donna, Teodolinda; portava una corona e guidava degli uomini che si facevano chiamare Longobardi. Era cristiana e fece costruire accanto a me la chiesa di San Martino e l'oratorio di Sant'Antonio.
Successivamente trovarono riparo tra le mie mura gli esuli comacini, durante la guerra contro Como. Io non so dove sia Como, da qui non vedo questa città... Riesco solo a scorgere sulla destra il ramo del lago che vi conduce.
Vennero anche gli abitanti di Varenna, una cittadina arroccata qui sotto, sempre a causa di questa guerra contro Como.
Oggi appartengo agli eredi Serbelloni.
Ogni giorno vedo tante persone che parlano lingue a me incomprensiili; ho sentito dire che si chiamano "turisti" e che vengono da terre lontane, dove non c'è il lago... per questo rimangono a bocca aperta quando arrivano qui.
Dalla mia torre vedo un panorama a 360°... Innanzi a me vi è una terra, una penisola, chiamata Bellagio; essa divide in due rami il Lario: a sinistra il ramo di Lecco ed a destra il ramo di Como con la penisola di Ossuccio e la punta di Balbianello.
Dietro di me vedo invece i paesini di Perledo ed Esino Lario.
E' così bello essere qui... pace e tranquillità regnano sovrane ed i pensieri e le riflessioni si perdono tra l'azzurro del lago, il rosso ed il rosa dei fiori, il verde degli ulivi e la vegetazione mediterranea.
Nelle giornate più belle mi diverto a contare quelle strisce bianche che colorano il lago e che contrastano l'andatura delle onde: sono provocate dalle imbarcazioni di tutte le forme e le dimensioni e soprattutto in determinati giorni c'è un andir vieni non indifferente.
E' rilassante questo panorama e sono contento di essere nato qui... questa vista mi rende felice ed appagato!
Inoltre, qui da me ci sono anche degli esemplari di rapaci e c'è un falconiere che li addestra e quasi tutti i giorni da alcune spiegazioni a quei famosi "turisti" di cui accennavo prima.
Credo sia un evento raro perchè tutti lo ascoltano sbalorditi e restano affascinati da questo evento che si è trasformato in una sorta di rito.
Molti si fermano anche sotto l'ombra degli ulivi e contemplano il paesaggio. Si respira aria pura, l'occhio volge all'orizzonte, la lungo le ramificazioni del lago e poi verso l'infinito, dove lago e cielo si confondono... e tutto rimane avvolto in un'aurea di magia e pace.
Qualcuno in tempi passati ha tentato di distruggere le mie mura... Spero nessuno ci riesca mai... sarebbe così malvagio privarmi di una così tale bellezza..."
firmato IL CASTELLO DI VEZIO


www.castellodivezio.it
Ricordo poi che quando le urla ed i comandi degli uomini in divisa si spensero, arrivò una donna, Teodolinda; portava una corona e guidava degli uomini che si facevano chiamare Longobardi. Era cristiana e fece costruire accanto a me la chiesa di San Martino e l'oratorio di Sant'Antonio.
Successivamente trovarono riparo tra le mie mura gli esuli comacini, durante la guerra contro Como. Io non so dove sia Como, da qui non vedo questa città... Riesco solo a scorgere sulla destra il ramo del lago che vi conduce.
Vennero anche gli abitanti di Varenna, una cittadina arroccata qui sotto, sempre a causa di questa guerra contro Como.
Oggi appartengo agli eredi Serbelloni.
Ogni giorno vedo tante persone che parlano lingue a me incomprensiili; ho sentito dire che si chiamano "turisti" e che vengono da terre lontane, dove non c'è il lago... per questo rimangono a bocca aperta quando arrivano qui.
Dalla mia torre vedo un panorama a 360°... Innanzi a me vi è una terra, una penisola, chiamata Bellagio; essa divide in due rami il Lario: a sinistra il ramo di Lecco ed a destra il ramo di Como con la penisola di Ossuccio e la punta di Balbianello.
Dietro di me vedo invece i paesini di Perledo ed Esino Lario.
E' così bello essere qui... pace e tranquillità regnano sovrane ed i pensieri e le riflessioni si perdono tra l'azzurro del lago, il rosso ed il rosa dei fiori, il verde degli ulivi e la vegetazione mediterranea.
Nelle giornate più belle mi diverto a contare quelle strisce bianche che colorano il lago e che contrastano l'andatura delle onde: sono provocate dalle imbarcazioni di tutte le forme e le dimensioni e soprattutto in determinati giorni c'è un andir vieni non indifferente.
E' rilassante questo panorama e sono contento di essere nato qui... questa vista mi rende felice ed appagato!
Inoltre, qui da me ci sono anche degli esemplari di rapaci e c'è un falconiere che li addestra e quasi tutti i giorni da alcune spiegazioni a quei famosi "turisti" di cui accennavo prima.
Credo sia un evento raro perchè tutti lo ascoltano sbalorditi e restano affascinati da questo evento che si è trasformato in una sorta di rito.
Molti si fermano anche sotto l'ombra degli ulivi e contemplano il paesaggio. Si respira aria pura, l'occhio volge all'orizzonte, la lungo le ramificazioni del lago e poi verso l'infinito, dove lago e cielo si confondono... e tutto rimane avvolto in un'aurea di magia e pace.
Qualcuno in tempi passati ha tentato di distruggere le mie mura... Spero nessuno ci riesca mai... sarebbe così malvagio privarmi di una così tale bellezza..."
firmato IL CASTELLO DI VEZIO
www.castellodivezio.it
sabato 12 giugno 2010
MALDIVES - Terra di tradizioni
Le Maldive dal punto di vista dei maldiviani.
Raccolta di pensieri riguardanti aspetti generici della vita.
"Amo la mia famiglia. Ogni volta che torno sull'isola dove vivo passo la maggior parte del tempo con loro. Siamo in tanti... Chiamo fratelli anche i miei cugini.
La mattina noi uomini usciamo in barca e andiamo a pesca mentre le donne si occupano della casa. Torniamo con il pesce fresco ed ognuno aiuta a preparare il pranzo. Riso con pesce e secondi di pesce. Il pranzo dura molto e tutti stiamo insieme e parliamo. Io sto molto con mia madre; ripongo stima e affetto in lei. POi, al termine della giornata, mi siedo sul dondolo fuori casa e guardo il mare... "
Anonimo
"Una donna che fuma nel nostro paese è mal vista; gli uomini possono, le donne no. La nostra cultura è molto diversa da quella occidentale"
Anonimo
"Da metà maggio comincia la stagione delle piogge. Da quel momento sono poche le giornate limpide e piene di sole. Da gennaio ad aprile è la stagione migliore, poi piano piano il sole si riduce a mezza giornata e poi... vissara (temporale)"
Anonimo
"Riesco a capire se su un'altra isola sta piovendo o meno in base al cielo ed alla direzione del vento. So esattamente se si può uscire in barca e dove andare... Se qui piove, la non pioverà"
Anonimo
Raccolta di pensieri riguardanti aspetti generici della vita.
"Amo la mia famiglia. Ogni volta che torno sull'isola dove vivo passo la maggior parte del tempo con loro. Siamo in tanti... Chiamo fratelli anche i miei cugini.
La mattina noi uomini usciamo in barca e andiamo a pesca mentre le donne si occupano della casa. Torniamo con il pesce fresco ed ognuno aiuta a preparare il pranzo. Riso con pesce e secondi di pesce. Il pranzo dura molto e tutti stiamo insieme e parliamo. Io sto molto con mia madre; ripongo stima e affetto in lei. POi, al termine della giornata, mi siedo sul dondolo fuori casa e guardo il mare... "
Anonimo
"Una donna che fuma nel nostro paese è mal vista; gli uomini possono, le donne no. La nostra cultura è molto diversa da quella occidentale"
Anonimo
"Da metà maggio comincia la stagione delle piogge. Da quel momento sono poche le giornate limpide e piene di sole. Da gennaio ad aprile è la stagione migliore, poi piano piano il sole si riduce a mezza giornata e poi... vissara (temporale)"
Anonimo
"Riesco a capire se su un'altra isola sta piovendo o meno in base al cielo ed alla direzione del vento. So esattamente se si può uscire in barca e dove andare... Se qui piove, la non pioverà"
Anonimo
MALDIVES - Ho il mare negli occhi
Madhiriguraidhoo dal mio punto di vista
37 GIORNI NELL'OCEANO INDIANO
L'immaginario turistico collettivo non riuscirà mai a proiettare immagini veritiere abbastanza per spiegare cosa siano le Maldive a chi non le ha mai viste... non bastano le fotografie da copertina, non bastano i resoconti di viaggio, non bastano i racconti dettagliati di amici e parenti. Solo quando arrivi li, su un fazzoletto di terra di 2 km e ti guardi intorno, capisci quanto la natura possa essere selvaggia ed affascinante, inquietante e misteriosa, colorata e profumata. I colori sfumano dal verde al blu, passando dalle gradazioni di azzurro e si completano perfettamente con il dorato ed il beige e allo stesso tempo contrastano violentemente tra loro. Il suono della risacca delle onde, il profumo della terra, la linea dell'orizzonte che si confonde con il mare, il silenzio ed il senso di immobilità... Questo ho percepito quando l'idrovolante mi ha lasciato a Madhiriguraidhoo, isola dell'atollo di Lhaviyani.
Ho vissuto e lavorato li per 37 giorni... non sono molti, ma abbastanza per fissare immagini indelebili, emozioni profonde, esperienze uniche...
Un ricordo per ogni giorno...
... il dhoni azzurro e bianco che dondola lentamente e taglia le onde del mare blu...
... il temporale della notte con i lampi all'orizzonte e il reef di un azzurro fluorescente...
... lo squaletto bianco che passa accanto al gruppo che fa snorkeling...
... le tartarughe che a Kureddu escono dalle loro tane e nuotano verso il blu profondo dell'oceano aperto, la dove l'occhio non distingue più i contorni e le forme dei coralli...
... il sole che, nascondendosi tra le nuovle, regala raggi arnciati e dorati che fanno capolino e colorano all'imbrunire la lingua di sabbia che separa il mare mosso del tramonto da quello pacato dell'alba...
... i ragazzini maldiviani che fanno attraccare la barca con un mare in pessime condizioni; riescono sempre e comunque nel loro lavoro per quanto difficile sia e sanno regalarti un sorriso in ogni momento...
... il rumore dei rastrelli sulla sabbia, degli abitanti alati che si nascondono sulle palme, dei cocchi che cadono da un'altezza impressionante nel buio della notte...
... la forza della pioggia monsonica che ti bagna le ossa, il senso di impotenza al quale questa ti mette davanti, impedendoti qualsiasi tipo di attività e movimento; ma anche la bellezza delle goccie addosso mentre sei in mare, sempre che non siano troppo forti...
... l'allegria dei maldiviani e al tempo stesso il loro essere estremamente permalosi; le risate e gli scherzi, l'innocenza e la spensieratezza di chi non ha a che fare con un mondo sull'orlo del baratro e l'originalità, l'ostentatezza e lo stile di chi invece quel mondo ha avuto modo di assaggiarlo...
... il colore del corallo e lo spessore del reef che emerge in larga parte durante la bassa marea...
... i piedi nudi sulla sabbia, sul marmo, sul legno, sui sassi, nel mare...
... l'odore proveniente dalla cucina dell'hot food maldiviano, tutti i giorni, a tutte le ore; forse chicken toast, forse tuna toast, forse riso cipolla e tonno, forse chissà cosa...
... il ronzio dell'idrovolante che sta arrivando e l'impatto con l'acqua all'atterraggio; il rumore più forte della virata e l'apertura dello sportello all'attracco...
... il bagno maldiviano all'aperto...
...il banco di sabbia: questo isolotto sabbioso raggiungibile in barca, completamente circondato dall'oceano, senza vegetazione; solo sabbia,silenzio ed un mare cristallino...
... i colori fluorescenti dei pesci angelo, pagliaccio, pappagallo, delle mante, delle razze...
...i pesci che colonizzano un relitto di una nave giapponese incagliatasi nell'oceano indiano...
...lo stato di trance di un maldiviano che balla il Bodu Beru; più la musica incalza, più lo stato surreale avanza...
...il lavoro di squadra per scaricare le merci dalla barca, mattoni o cibo che fossero; il trasporto di gruppo di questi beni su camioncini o carretti o biciclette; la disposizione e sistemazione in perfetto ordine...
... un giorno c'è un mattone, il giorno dopo c'è una camera...
... passeggi su un pontile e ti trovi davanti un pesce palla o magari uno squaletto; e con le luci della sera il tutto diventa ancor più suggestivo...
... il sorriso di un bambino sull'isola dei pescatori; piccolino, ti viene vicino e chiede con lo sguardo di essere preso in braccio; questa sensazione non si può descivere a parole, e per una donna è un'emozione ancor più grande...
... i gechi, guardiani della tua abitazione...
... il sapore del pane fritto e del riso speziato...
... la magia che ti regala il cielo stellato, così limpido, così vicino, così luminoso; ed il riflesso della luna sull'acqua...
... la temperatura gradevole dell'acqua, di giorno e di notte...
... la freschezza del cocco...
... il caldo delle giornate afose e la brezza del vento che ti accarezza la pelle nelle serate stellate...
... la vita marina; c'è un mondo li sotto, un mondo così diverso, così colorato, così affascinante...
... i delfini che si destreggiano in salti acrobatici affiancandosi al dhoni e rendendo indimenticabili le escursioni...
... lo sguardo penetrante della gente...
... il verde, l'azzurro, il blu; il mare in tempesta ed il mare calmo, l'arncio del tramonto ed il violetto dell'alba, il bianco dorato della sabbia al sole ed il bianco sporco della sabbia bagnata...
... i fiori bianchi e arancioni lungo la via...
... il profumo di bucato che esce dalla lavanderia e la cortesia di chi ci lavora...
... l'altezza delle palme che nascondono il cielo...
... la solitudine dell'isola deserta, affascinante e tenebrosa; la doppia faccia che mostra quando piove e quando c'è il sole...
... il senso di eterno...
E' tutto vero!!
http://www.palmbeachmaldives.com/
37 GIORNI NELL'OCEANO INDIANO
L'immaginario turistico collettivo non riuscirà mai a proiettare immagini veritiere abbastanza per spiegare cosa siano le Maldive a chi non le ha mai viste... non bastano le fotografie da copertina, non bastano i resoconti di viaggio, non bastano i racconti dettagliati di amici e parenti. Solo quando arrivi li, su un fazzoletto di terra di 2 km e ti guardi intorno, capisci quanto la natura possa essere selvaggia ed affascinante, inquietante e misteriosa, colorata e profumata. I colori sfumano dal verde al blu, passando dalle gradazioni di azzurro e si completano perfettamente con il dorato ed il beige e allo stesso tempo contrastano violentemente tra loro. Il suono della risacca delle onde, il profumo della terra, la linea dell'orizzonte che si confonde con il mare, il silenzio ed il senso di immobilità... Questo ho percepito quando l'idrovolante mi ha lasciato a Madhiriguraidhoo, isola dell'atollo di Lhaviyani.
Ho vissuto e lavorato li per 37 giorni... non sono molti, ma abbastanza per fissare immagini indelebili, emozioni profonde, esperienze uniche...
Un ricordo per ogni giorno...
... il dhoni azzurro e bianco che dondola lentamente e taglia le onde del mare blu...
... il temporale della notte con i lampi all'orizzonte e il reef di un azzurro fluorescente...
... lo squaletto bianco che passa accanto al gruppo che fa snorkeling...
... le tartarughe che a Kureddu escono dalle loro tane e nuotano verso il blu profondo dell'oceano aperto, la dove l'occhio non distingue più i contorni e le forme dei coralli...
... il sole che, nascondendosi tra le nuovle, regala raggi arnciati e dorati che fanno capolino e colorano all'imbrunire la lingua di sabbia che separa il mare mosso del tramonto da quello pacato dell'alba...
... i ragazzini maldiviani che fanno attraccare la barca con un mare in pessime condizioni; riescono sempre e comunque nel loro lavoro per quanto difficile sia e sanno regalarti un sorriso in ogni momento...
... il rumore dei rastrelli sulla sabbia, degli abitanti alati che si nascondono sulle palme, dei cocchi che cadono da un'altezza impressionante nel buio della notte...
... la forza della pioggia monsonica che ti bagna le ossa, il senso di impotenza al quale questa ti mette davanti, impedendoti qualsiasi tipo di attività e movimento; ma anche la bellezza delle goccie addosso mentre sei in mare, sempre che non siano troppo forti...
... l'allegria dei maldiviani e al tempo stesso il loro essere estremamente permalosi; le risate e gli scherzi, l'innocenza e la spensieratezza di chi non ha a che fare con un mondo sull'orlo del baratro e l'originalità, l'ostentatezza e lo stile di chi invece quel mondo ha avuto modo di assaggiarlo...
... il colore del corallo e lo spessore del reef che emerge in larga parte durante la bassa marea...
... i piedi nudi sulla sabbia, sul marmo, sul legno, sui sassi, nel mare...
... l'odore proveniente dalla cucina dell'hot food maldiviano, tutti i giorni, a tutte le ore; forse chicken toast, forse tuna toast, forse riso cipolla e tonno, forse chissà cosa...
... il ronzio dell'idrovolante che sta arrivando e l'impatto con l'acqua all'atterraggio; il rumore più forte della virata e l'apertura dello sportello all'attracco...
... il bagno maldiviano all'aperto...
...il banco di sabbia: questo isolotto sabbioso raggiungibile in barca, completamente circondato dall'oceano, senza vegetazione; solo sabbia,silenzio ed un mare cristallino...
... i colori fluorescenti dei pesci angelo, pagliaccio, pappagallo, delle mante, delle razze...
...i pesci che colonizzano un relitto di una nave giapponese incagliatasi nell'oceano indiano...
...lo stato di trance di un maldiviano che balla il Bodu Beru; più la musica incalza, più lo stato surreale avanza...
...il lavoro di squadra per scaricare le merci dalla barca, mattoni o cibo che fossero; il trasporto di gruppo di questi beni su camioncini o carretti o biciclette; la disposizione e sistemazione in perfetto ordine...
... un giorno c'è un mattone, il giorno dopo c'è una camera...
... passeggi su un pontile e ti trovi davanti un pesce palla o magari uno squaletto; e con le luci della sera il tutto diventa ancor più suggestivo...
... il sorriso di un bambino sull'isola dei pescatori; piccolino, ti viene vicino e chiede con lo sguardo di essere preso in braccio; questa sensazione non si può descivere a parole, e per una donna è un'emozione ancor più grande...
... i gechi, guardiani della tua abitazione...
... il sapore del pane fritto e del riso speziato...
... la magia che ti regala il cielo stellato, così limpido, così vicino, così luminoso; ed il riflesso della luna sull'acqua...
... la temperatura gradevole dell'acqua, di giorno e di notte...
... la freschezza del cocco...
... il caldo delle giornate afose e la brezza del vento che ti accarezza la pelle nelle serate stellate...
... la vita marina; c'è un mondo li sotto, un mondo così diverso, così colorato, così affascinante...
... i delfini che si destreggiano in salti acrobatici affiancandosi al dhoni e rendendo indimenticabili le escursioni...
... lo sguardo penetrante della gente...
... il verde, l'azzurro, il blu; il mare in tempesta ed il mare calmo, l'arncio del tramonto ed il violetto dell'alba, il bianco dorato della sabbia al sole ed il bianco sporco della sabbia bagnata...
... i fiori bianchi e arancioni lungo la via...
... il profumo di bucato che esce dalla lavanderia e la cortesia di chi ci lavora...
... l'altezza delle palme che nascondono il cielo...
... la solitudine dell'isola deserta, affascinante e tenebrosa; la doppia faccia che mostra quando piove e quando c'è il sole...
... il senso di eterno...
E' tutto vero!!
http://www.palmbeachmaldives.com/
sabato 1 maggio 2010
LA PARTENZA (dal MIO punto di vista)
Partire... la parola mi suggerisce diverse immagini: l'ala dell'aereo dal posto finestrino, gli annunci riguardanti la custodia degli oggetti personali, la valigia pronta all'ingresso di casa, la strada che dovrò percorrere per andare all'aeroporto... e poi vedo un'immagine abbastanza insolita per una partenza, ma tutte le volte succede così: c'è una figura nera, non ha una forma definita... in essa percepisco un misto di emozione, malinconia, voglia di fare, nodo allo stomaco, novità, allegria, profumo di libertà... sensazioni che roteano come bolle di sapone e che piano piano trasformano la figura nera in figura grigia, e man mano che proseguo nel mio percorso la figura si colora e lascia spazio ad emozioni positive.
E' un salto nel buio, non sai quello che troverai ed è tutto questo che rende la partenza affascinante. Attraversi una porta, che collega conosciuto e sconosciuto, quotidiano ed insolito, razionale ed irrazionale.
E' un momento importante, chiamiamolo pure uno dei momenti chiave del viaggio.
E' il momento in cui comincia la tua nuova avventura...
A chi, come me, è in partenza, suggerisco di immaginare uno sfondo nero con tante bolle di sapone... per ogni bolla un' emozione positiva! Portatele con voi... e lo sfondo nero diventerà un arcobaleno! Buon inizio!!
E' un salto nel buio, non sai quello che troverai ed è tutto questo che rende la partenza affascinante. Attraversi una porta, che collega conosciuto e sconosciuto, quotidiano ed insolito, razionale ed irrazionale.
E' un momento importante, chiamiamolo pure uno dei momenti chiave del viaggio.
E' il momento in cui comincia la tua nuova avventura...
A chi, come me, è in partenza, suggerisco di immaginare uno sfondo nero con tante bolle di sapone... per ogni bolla un' emozione positiva! Portatele con voi... e lo sfondo nero diventerà un arcobaleno! Buon inizio!!
giovedì 29 aprile 2010
Punti di vista
"Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso"
Proverbio Indiano
C'è chi viaggia per lavoro, per diletto, per cultura;
c'è chi viaggia per scoprire, per cambiare, per avventura;
c'è chi viaggia per scappare, per scrivere, per cantare;
c'è chi viaggia per cercare se stesso, per vedere, per provare;
Per qualsiasi motivo vale la pena viaggiare
e per qualche tempo lontano da casa restare.
Ci sono culture così diverse,
che è un piacere conoscere prima che vadan perse.
E quindi TU, viaggiatore che stai leggendo,
non darti troppo tormento...
dall'avventura lasciati trasportare,
ma con precauzione impara a viaggiare.
Per un breve o lungo periodo che sia,
fai fruttare la tua esperienza, ricordando che non si ripassa mai dal via!
Parti e torna, vedi il mondo a te sconosciuto
e fai tesoro di tutto ciò che hai vissuto!
Proverbio Indiano
C'è chi viaggia per lavoro, per diletto, per cultura;
c'è chi viaggia per scoprire, per cambiare, per avventura;
c'è chi viaggia per scappare, per scrivere, per cantare;
c'è chi viaggia per cercare se stesso, per vedere, per provare;
Per qualsiasi motivo vale la pena viaggiare
e per qualche tempo lontano da casa restare.
Ci sono culture così diverse,
che è un piacere conoscere prima che vadan perse.
E quindi TU, viaggiatore che stai leggendo,
non darti troppo tormento...
dall'avventura lasciati trasportare,
ma con precauzione impara a viaggiare.
Per un breve o lungo periodo che sia,
fai fruttare la tua esperienza, ricordando che non si ripassa mai dal via!
Parti e torna, vedi il mondo a te sconosciuto
e fai tesoro di tutto ciò che hai vissuto!
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