mercoledì 23 giugno 2010

IL LARIO DAL PUNTO DI VISTA DEL CASTELLO DI VEZIO

"Non ricordo precisamente il tempo in cui sono venuto alla luce... Probabilmente era l'inizio del IV secolo d.C. Ricordo solo alcuni militari ed il loro vociare quando un'imbarcazione non identificata, dal lago, si avvicinava alla nostra zona.
Ricordo poi che quando le urla ed i comandi degli uomini in divisa si spensero, arrivò una donna, Teodolinda; portava una corona e guidava degli uomini che si facevano chiamare Longobardi. Era cristiana e fece costruire accanto a me la chiesa di San Martino e l'oratorio di Sant'Antonio.
Successivamente trovarono riparo tra le mie mura gli esuli comacini, durante la guerra contro Como. Io non so dove sia Como, da qui non vedo questa città... Riesco solo a scorgere sulla destra il ramo del lago che vi conduce.
Vennero anche gli abitanti di Varenna, una cittadina arroccata qui sotto, sempre a causa di questa guerra contro Como.
Oggi appartengo agli eredi Serbelloni.
Ogni giorno vedo tante persone che parlano lingue a me incomprensiili; ho sentito dire che si chiamano "turisti" e che vengono da terre lontane, dove non c'è il lago... per questo rimangono a bocca aperta quando arrivano qui.
Dalla mia torre vedo un panorama a 360°... Innanzi a me vi è una terra, una penisola, chiamata Bellagio; essa divide in due rami il Lario: a sinistra il ramo di Lecco ed a destra il ramo di Como con la penisola di Ossuccio e la punta di Balbianello.
Dietro di me vedo invece i paesini di Perledo ed Esino Lario.
E' così bello essere qui... pace e tranquillità regnano sovrane ed i pensieri e le riflessioni si perdono tra l'azzurro del lago, il rosso ed il rosa dei fiori, il verde degli ulivi e la vegetazione mediterranea.
Nelle giornate più belle mi diverto a contare quelle strisce bianche che colorano il lago e che contrastano l'andatura delle onde: sono provocate dalle imbarcazioni di tutte le forme e le dimensioni e soprattutto in determinati giorni c'è un andir vieni non indifferente.
E' rilassante questo panorama e sono contento di essere nato qui... questa vista mi rende felice ed appagato!
Inoltre, qui da me ci sono anche degli esemplari di rapaci e c'è un falconiere che li addestra e quasi tutti i giorni da alcune spiegazioni a quei famosi "turisti" di cui accennavo prima.
Credo sia un evento raro perchè tutti lo ascoltano sbalorditi e restano affascinati da questo evento che si è trasformato in una sorta di rito.
Molti si fermano anche sotto l'ombra degli ulivi e contemplano il paesaggio. Si respira aria pura, l'occhio volge all'orizzonte, la lungo le ramificazioni del lago e poi verso l'infinito, dove lago e cielo si confondono... e tutto rimane avvolto in un'aurea di magia e pace.
Qualcuno in tempi passati ha tentato di distruggere le mie mura... Spero nessuno ci riesca mai... sarebbe così malvagio privarmi di una così tale bellezza..."

firmato IL CASTELLO DI VEZIO






www.castellodivezio.it

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